Qui, l'ultima parte dell'Alto Atlas
si incontra con il deserto dando vita ad un paesaggio
caratterizzato dal cambio tra la bellezza della
terra arida e il verde luminoso dei palmeti. É una
terra ricca di contrasti, con profonde gole e valli
dalle quali i fiumi scompaiono al confine con il
Sahara. Le Kasbas e i Ksar, maestose costruzioni
erette con la semplice unione di sabbia e acqua,
ci segnalano il percorso fino alle lagune stagionali
abitate da fenicotteri e alle oasi che sono la
vera anima del deserto, senza le quali non
ci
sarebbe vita.
É uno scenario magico per
un soggiorno indimenticabile che dá la posibilitá di
fare esperienze veramente significative e toccanti.
Erfoud
Cittá tranquilla situata
a nord di Rissani, la cui origine fu la guarnigione
francese insediata nel 1917 per la pacificazione
della valle del Tafilalet. Dalle sue strade hanno
origine gli itinerari che raggiungono le dune di
Erg Chebbi, a Merzouga.
In ottobre,
dopo la raccolta, si celebra durante tre giorni,
il colorato Festival dei datteri, festa religiosa
e civile che che riunisce tutte le tribú locali.
Qui, in qualunque periodo dell’anno, si possono
comprare i meravigliosi marmi lucidati con fossili
incrostati, antichi piú di 300 milioni
di anni.
A meno di 3 km a sud-est, dall’alto del
piccolo bastione di Borj Est si possono contemplare
allo stesso tempo, i palmeti e il deserto circondante.
Gole del
TODRA
Riservato per gli amanti di forti emozioni
e di spettacolari paesaggi, le Gole del Todra
sono una spaccatura geologica le cui pareti
piombano da un’altezza di 300 metri fino
al fiume omonimo che cerca un passaggio fino
al palmeto di Tinerhir, cittá dalla
quale riceve il nome e che si trova a pochi
Km dalla strada che unisce Errachidia con Ouarzazate.
É piacevole
fare una passeggiata di mattina presto, quando
il sole comincia a colorare di rosso le pareti
del precipizio.
OASI
Fragili isolotti di fertilitá in
mezzo ad un terreno arido e avverso, le oasi esistono
grazie all'acqua che affiora alla superfice
e all'apporto dei fiumi di montagna.
Il lavoro secolare dell'uomo
mantiene un ecosistema di canali sotterranei,
kheftaras, e fossati che forniscono l'acqua
necessaria per l'irrigazione del raccolto.
Sempre legato all'oasi,
el ksar é una
fortificazione comune dove la popolazione sedentaria
proteggeva la propia vita e i propri beni dall'assalto
delle tribú nomadi, una volta terminata
la raccolta.
Troviamo numerose oasi nei territori percorsi dal
oued (fiume) Ziz, e nelle piú lontane vallate
del Dadés e del Draa.
RISSANI
Capitale del regno legendario
di
Siylmassa, le cui rovine si conservano nei dintorni,
fu nel passato il centro delle carovane che univano
il Marocco con Mali e Níger. Costruita ai
bordi del deserto, qui finisce la strada che dopo
aver attraversato la cittá si trasforma in
un fascio di piste sabbiose che si addentrano nel
Sahara.
Peró prima bisogna visitare il mercato,
famoso per le centinaia di asini che si concentrano
lí e anche per gli artigiani del ferro che
continuano a lavorare questo metallo
con tecniche antichissime.
A 2,5 km a sud del palmeto,
troviamo
il mausoleo di Mulay Alí Cherif
proibito
ai non mussulmani e nei dintorni, numerosi
Ksar, come Ksar Aber o il Ksar Fida. La visita
al Ksar di Tinrheras é obbligatoria
al tramonto, quando il suo palmeto diventa uno spettacolo
unico.
Dune di Erg Chebbi
Vicino alla piccola oasi di
Merzouga,
le dune di Erg Chebbi, scaturendo dal deserto
pietroso, si colorano di infinite sfumature alla luce
del tramonto, mentre il cielo si riveste di un nitido
manto di stelle. La contemplazione di questo spettacolo
della natura nel suo stato piú puro, é qualcosa
che il viaggiatore non deve perdere.
Come dice Paul Bowles:
"Appena arrivati nel
Sahara che sia la prima o la decima volta, ciò che
si nota è l'immobilità.
Fuori dalle città prevale un incredibile,
assoluto silenzio; e al loro imterno,persino nei
posti più affollati
come i mercati, c’è una quiete nell’aria,
come se una forza consapevole, che non sopporta l'intrusione
del rumore, soffocasse e disperdesse inmediatamente
i suoni. E poi c'è il cielo, al cui confronto
tutti gli altri cieli sembrano timidi tentativi. Solido
e luminoso, è sempre il punto focale del paesaggio.
Al tramonto, la netta ombra arcuata della terra, gli
si solleva velocemente contro dall'orizzonte
sezionandolo in una parte illuminata e una oscura.
Anche quando tutta la luce del giorno è svanita
e lo spazio è denso
di stelle, conserva un colore blu intenso e bruciante,
più scuro
allo zenit e pallido verso la terra, tanto che la notte
non diventa mai oscura."